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LA REALTA' ED IL VALORE DEL LAVORO IN PROVINCIA DI LUCCA
Lucca 22 febbraio '08
Relazione introduttiva di Umberto Franchi:

Secondo il filosofo Proudhon , per uscire dalla mediocrità occorre conoscere. Solo se abbiamo le conoscenze, possiamo impegnarci per trasformare la realtà senza subirla e quindi avere una concezione del mondo che ci faccia partecipi di una battaglia per il cambiamento, uscendo dalla passività.

E' partendo da questa consapevolezza che come Cantiere della Sinistra lucchese, abbiamo ritenuto necessario sviluppare questa iniziativa sul lavoro presente nel nostro territorio. Lo facciamo attraverso un'indagine mirata sulla realtà esistente ed individuando anche alcune iniziative specifiche da realizzare in prospettiva, ciò al fine di risolvere alcune problematiche occupazionali mirando alla creazione di un'economia compatibile con l'ambiente e la persona.

Noi pensiamo che le lotte e l'emancipazione dei lavoratori al fine di conquistare la libertà dallo sfruttamento, il benessere e l'avanzamento culturale e civile, si siano sempre scontrati con i possessori dei mezzi di produzione .
Sono i detentori del potere economico e finanziario che hanno sempre esercitato un ruolo diretto sullo Stato ed i suoi governi al fine di influenzare le elaborazioni delle leggi. Sono sempre i "padroni" che vogliono determinare il prezzo del lavoro, i modi di organizzare lo stesso, il livello di condizione di vita e di sicurezza del lavoro, costringendo spesso i lavoratori a scioperare (come è avvenuto di recente per il contratto dei metalmeccanici), ciò al fine di ottenere una prospettiva di vita più dignitosa.

Sappiamo che secondo la logica capitalista, i lavoratori (uomini, donne, giovani, anziani) devono sempre dipendere ed essere diretti in modo subordinato da altri, in una logica di divisione di classe tra i possessori dei mezzi di produzione che dirigono e dettano le loro condizioni e quella dei lavoratori dipendenti, sempre più subordinati.

E', ad iniziare da queste considerazioni, che storicamente il processo di emancipazione, è andato avanti attraverso le lotte rivendicative sui diritti, sulle condizioni economiche, sulla pace, sull'ambiente, sulla qualità della vita.
La classe operaia si è posta direttamente l'obiettivo di avere una funzione politica di direzione e di governo nella società.
In Italia e nel Mondo le lotte dei lavoratori ed i processi rivoluzionari hanno contribuito in modo determinante alle trasformazioni sociali ed allo sviluppo dell'umanità.
Noi pensiamo che oggi in Italia ci sarebbero le condizioni tecniche, scientifiche ed economiche, per uno sviluppo economico armonico con la natura e qualificato, che permetterebbe a tutti di vivere bene ed in pace.
Ma purtroppo la battaglia non è facile , la strada è ancora lunga ed anzi a volte torniamo indietro anche rispetto alle conquiste fatte, come è avvenuto negli ultimi 20 anni, soprattutto con i governi di destra guidati dal "padrone Berlusconi" che ha anteposto i propri interessi personali a danno di chi lavora e di tutta la società.

La realtà odierna presente nel nostro Paese ed anche nella nostra provincia, ci dice che dobbiamo continuare a fare i conti con chi detiene i mezzi di produzione e di comando, i quali si servono dei loro mass-media per influenzare gli apparati dello Stato ai vari livelli ed anche per carpire il consenso dei subordinati, perpetrando così nella loro ideologia economica fondata sullo sfruttamento dell'uomo sull'uomo e sulla donna.

Negli ultimi anni, la filosofia del liberismo imperante con la globalizzazione, ha messo in discussione molte delle conquiste fatte soprattutto negli anni '70. Oggi ci sono forze politiche che si pongono anche l'obiettivo di rimettere i discussione i contenuti della Carta Costituzionale, che come sappiamo, è nata dal protagonismo diretto dei lavoratori e dalla sconfitta del nazi-fascismo.

Dobbiamo sempre ricordarci che è scritto nella Costituzione che la nostra è una Repubblica fondata sul lavoro ed è compito dello Stato democratico, rimuovere gli ostacoli di ordine sociale ed economico che limitano la libertà e l'eguaglianza dei cittadini al fine di un pieno sviluppo della Persona e della partecipazione di tutti i lavoratori all'organizzazione politica, economica e sociale del Paese.
Nella Costituzione si afferma con chiarezza che l'iniziativa economica non può svolgersi in contrasto con l'utilità sociale o in modo di creare danno alla sicurezza, alla libertà, alla dignità umana.
Purtroppo dobbiamo rilevare come anche la strage della Thissen Kruupp, sia l'esempio recente più eclatante della violazione del principio della Costituzione Italiana.

- Come non vedere che le scelte di politiche di sviluppo economico industriale effettuate dal padronato nell'ambito dei processi di trasformazione globale in atto, hanno agito negativamente nelle aziende e nel territorio?

Anche a Lucca si è creata una società profondamente distorta, con lavoratori precari costretti ad accettare ogni tipo di vessazione imposta dall'azienda, una società squilibrata con grande fasce di povertà ed anche quegli imbarbarimenti culturali e corporativi ben descritti nel rapporto Censis sul 2007.

Questa realtà significa anche, che il governo di centro-sinistra, che pur aveva generato tante speranze, è stato condizionato dalle forze di centro e non è riuscito ad imporre una reale inversione di tendenza. Oggi è inquietante la prospettiva del dopo elezioni ! Il governo è caduto da destra ma il PD incredibilmente rompe con la sinistra presentandosi alle elezioni da solo, regalando così, quasi con certezza, il governo alla destra.
La nuova realtà va comunque colta come elemento di chiarezza capace di distinguere tra le forze di centro e di sinistra. Come sinistra diventa quindi importante rilanciare iniziative mirate anche a livello decentrato, cercando di analizzare le situazioni esistenti, per intervenire con precise proposte in materia di occupazione, di qualità dello sviluppo e delle sue ricadute anche in merito alla prevenzione e sicurezza nei luoghi di lavoro.

Sappiamo che in questi anni, oltre ad un grave arretramento dei programmi di trasformazione della società, oltre ad un grave arretramento delle condizioni di lavoro nelle fabbriche, abbiamo anche assistito ad una continua divisione delle forze della sinistra.

Noi oggi pensiamo che dobbiamo sentirci tutti impegnati ad invertire la tendenza, a riunificare le forze politiche che rappresentano il mondo del lavoro .

Nella nostra provincia, come Sinistra Arcobaleno, assieme alle forze politiche, i movimenti e le associazioni che si pongono alla sinistra del Partito Democratico, ci prefiggiamo di andare alla definizione di un unico soggetto politico unitario, che auspichiamo porti alla costituzione di un unico partito.
Lo vogliamo fare, non come atto burocratico, ma a partire dalle problematiche del lavoro, facendo una analisi dettagliata della situazione e delle proposte per cercare di modificare la situazione. Solo in questo modo possiamo rimettere in piedi un movimento dal basso, capace di riaggregare le forze del mondo del lavoro e quelle presenti in modo diffuso nella nostra società.

A partire da queste considerazioni vi illustro la situazione produttiva ed occupazionale che emerge da un'indagine effettuata nella nostra provincia utilizzando i dati dell'INPS e del Centro per l'Impiego di Lucca
LA REALTA' DEL MONDO DEL LAVORO A LUCCA

Ricerca elaborata utilizzando dati Inps e Centro per l'Impiego, da Umberto Franchi -.
N.B. I dati si riferiscono all'anno 2006, non avendo ancora quelli del 2007

IL MONDO DEL LAVORO NELLA PROVINCIA DI LUCCA OCCUPA:
- n. 81.923 lavoratori con rapporto di lavoro dipendente;
- n. 35.670 lavoratori autonomi; ( commercianti, artigiani titolari di aziende)
- n. 31.292 lavoratori parasubordinati (CO.CO.CO. CO.CO.PRO.)
- n. 4.688 collaboratori
TOTALE MANO D'OPERA ATTIVA N. 153.573


NUMERO DELLE AZIENDE CON DIPENDENTI:

- Il numero delle aziende attive con dipendenti, che hanno la propria sede nella provincia di Lucca sono n. 15.245;
- Gli addetti totali sono n. 81.923 con un'occupazione media di 5,33 dipendenti per azienda;
- Nel settore terziario ci sono 7.817 aziende pari al 51% del totale aziende;
- Nel settore dell'artigianato ci sono 5.019 aziende, pari al 33% del totale aziende;
- Nel settore industriale ci sono 2.133 aziende, pari al 14% del totale aziende;

SUDDIVISIONE DELLE AZIENDE CON DIPENDENTI:

- COMUNE DI LUCCA E PIANA: Settore Artigianato n. 2.352
- Settore Terziario n. 3.044
- Settore Industria n. 1.024
- Settore Credito n. 82
- Agricoltura e altri n. 103
- TOTALE N. 6.605
-
-
- COMUNE VIAREGGIO VERSILIA: Settore Artigianato n. 2.264
- Settore Terziario n. 4.259
- Settore Industria n. 933
- Settore Credito n. 50
- Settore Agricoltura n. 11
- TOTALE N. 7.517


SUDDIVISIONE OCCUPAZIONALE:

- Nel settore terziario ci sono 30.722 addetti, pari al 38% del totale;
- Nel settore dell'Industria ci sono 30.414 addetti, pari al 37% del totale,
- Nel settore dell'Artigianato ci sono 16.252 addetti pari al 20% del totale
- Nel settore del Credito e dell'agricoltura n. 5.622, pari al 5% del totale

LOCALIZZAZIONE DELLE AZIENDE:

- Nel comune di Lucca e Capannori vi sono n. 6.538 aziende (Lucca n. 3.891-Capannori n. 2.647 ) per un totale del 43% delle aziende);
- Nella Garfagnana ci sono n. 1.132 aziende, per un totale dell'7% del totale aziende;
- Nella versilia ci sono n. 7.575 aziende, per un totale del 50% delle aziende.

LOCALIZZAZIONE DEGLI ADDETTI:

- Nei Comuni della Versilia, il numero degli addetti è di n. 30974
- Nel Comune di Capannori il numero degli addetti è di n. 23.250
- Nel Comune di Lucca, il numero degli addetti è di n. 20789
- Nei Comuni della Garfagnana , il numero degli addetti è di n. 6.910

° La caratteristica della mano d'opera occupata in Versilia è il 56% nel settore terziario, seguita dall'artigianato e dall'industria soprattutto nelle attività cantieristiche e lapidei;

° La caratteristica della mano d'opera occupata nella Piana di Lucca media valle del Secchio, è determinata principalmente dal settore industria ed artigianato nella meccanica, cartari, edili.

ANDAMENTO OCCUPAZIONALE PER SETTORI:

- nel settore DELL'INDUSTRIA SI REGISTRA UNA DIMINUZIONE degli addetti rispetto all'anno precedente di n. 537 pari allo 0,7%;
- nel settore TERZIARIO UN AUMENTO di più n. 1.284 addetti, pari allo 1,56%
- NEL SETTORE DELL'ARTIGIANATO UN AUMENTO DI N. 1.081 ADDETTI PARI A 1,32%
- nel settore del credito un aumento di n. 395 addetti pari allo 0,48%

° Nel comune di Lucca la differenza tra aziende chiuse e nate nel 2006 da un attivo di n. 143, MA CON UN CALO COMPLESSIVO DEGLI ADDETTI DI N. 1.120;
° Nel comune di Capannori e nel territorio della Piana e della Garfagnana ,la differenza tra aziende chiuse e nate, è in attivo di n. 116 unità, CON UN SALDO ATTIVO OCCUPAZIONALE di n. 697 unità lavorative;
° Nei comuni della Versilia la differenza tra aziende chiuse e nate è di n. 40 unità, CON UN SALDO ATTIVO OCCUPAZIONALE DI N. 1.854 unità lavorative.

NUMERO AZIENDE E TIPOLOGIA DEI DIPENDENTI OCCUPATI IN PROVINCIA DI LUCCA:

- Aziende industriali fino a n. 5 dipendenti N. 1244, con N. 2698 addetti;
- Aziende artigiane fino a n. 5 dipendenti N. 4.231, con N. 8.109 addetti;
- Aziende terziario fino a 5 dipendenti N. 6.599, con N. 12.378 addetti;

- Aziende industriali da 6 a 10 dipendenti N. 353, con N. 2.754 addetti;
- Aziende artigiane da 6 a 10 addetti N. 517, con N. 3.924 addetti;
- Aziende terziario da 6 a 10 addetti N. 740, con N. 5.554 addetti;

- Aziende industriali da 11 a 15 dipendenti N. 257, con N. 3.315 addetti;
- Aziende artigiane da 11 a 15 dipendenti N. 163, con N. 2.049 addetti;
- Aziende terziario da 11 a 15 dipendenti N. 237, con N. 3.006 addetti;

- Aziende industriali da 16 a 20 addetti N. 90, con N. 1.695 addetti;
- Aziende artigiane da 16 a 20 addetti N. 105, con N. 1.861 addetti;
- Aziende terziario da 16 a 20 addetti N. 38, con N. 652 addetti;

- Aziende industriali da 21 a 30 dipendenti N. 117, con 2.928 addetti ;
- Aziende artigiane da 21 a 30 dipendenti N. 16, con N. 362 addetti;
- Aziende terziario da 21 a 30 dipendenti N. 72, con N. 1.794 addetti;


- Aziende industriali da 31 a 40 dipendenti N. 51, con N. 1.779 addetti;
- Aziende artigiane da 31 a 40 dipendenti N. 3, con N. 136 addetti;
- Aziende terziario da 31 a 40 dipendenti N. 30, con N. 1.031 addetti;

- Aziende industriali da 41 a 50 dipendenti N. 30, con N. 1.351 addetti;
- Aziende artigiane da 41 a 50 dipendenti N. 0 , con nessun addetto;
- Aziende terziario da 41 a 50 dipendenti N. 12, con N. 524 addetti;

- Aziende industriali da 51 a 100 dipendenti N. 64, con N. 4.393 addetti;
- Aziende artigiane da 51 a 100 dipendenti N. 0 , con nessun addetto;
- Aziende terziario da 51 a 100 dipendenti N. 33, con 2.188 addetti;
Aziende industriali da 101 a 200 dipendenti N. 19, con 2.894 addetti;
- Aziende terziario da 101 a 200 dipendenti N. 10, con N. 1.345 addetti;

- Aziende industriali da 201 a 300 dipendenti N. 8, con N. 1.917 addetti;
- Aziende terziario da 301 a 400 dipendenti N. 4, con 1.449 addetti;

- Aziende industriali da 401 a 500 dipendenti N. 4, con N. 1824 addetti;
- Aziende terziario da 401 a 500 dipendenti N. 0, con nessun addetto;

- Aziende Industriali da 501 a 1000 dipendenti N. 3, con N. 1.922 addetti;

- Vi è una azienda del Credito con oltre 1000 addetti (1.288).

- Le aziende complessive nel Credito sono N. 283 con N. un totale di 2984 addetti.

- Mancano i dati relativi all'occupazione nel settore Agricolo

-

TOTALE AZIENDE INDUSTRIA N. 2.224 CON ADDETTI N. 30.759
TOTALE AZIENDE ARTIGIANATO N. 4.968 CON ADDETTI N. 16.252
TOTALE AZIENDE TERZIARIO N. 7843 CON ADDETTI N. 30.883
TOTALE AZIENDE CREDITO, ENTI, SCUOLE N. 295 CON ADDETTI n. 5.503;
TOTALE AZIENDE AGRIGULTURA N. 49 , (non disponiamo dei numeri occupazionali).


LAVORATORI ASSUNTI CON RAPPORTO DI LAVORO A TERMINE O PRECARIO NELLA PIANA DI LUCCA , GARFAGNANA, VERSILIA.

- PIANA DI LUCCA, GARFAGNANA, VERSILIA

- APPRENDISTI N. 6.648. COSI' SUDDIVISI:
- Nell'industria n. 977; nell'artigianato n. 2.924; nel terziario n. 2.712;credito n. 32

- CONTRATTO DI PART-TIME N. 15.528 COSI' SUDDIVISI:
- nell'industria n. 1.672; nell'artigianato n. 1.577; terziario n.10.434; credito n. 287; Enti e scuole n. 407.

CONTRATTO PARASUBORDINATO (CO.CO.CO. -CO.CO.PRO)
- I collaboratori coordinati continuativi che a partire dal novembre 2003 devono essere inquadrati in un progetto , sono n. 31.292, di cui il 91% sono collaboratori che di fatto svolgono le stesse attività dei lavoratori dipendenti; il 6% di professionisti ed il 3% di collaboratori professionisti;
- Dal 2004 al 2006 i parasubordinati sono passati da 25.849 a 31.292;
- Le donne iscritte con versamento dei contributi sono: N. 14.228;
- I maschi iscritti con versamento dei contributi sono : N. 17.071

CONTRATTO DI SOMMINISTRAZIONE LAVORO (INTIRENALE)
- Donne N. 1.597 ; Uomini N. 1552; per un TOTALE di N. 3.149

CONTRATTO A TEMPO DETERMINATO :

- Donne N. 6.662: Uomini N. 10.499; per un TOTALE di N. 17.161
- Tempo determinato parziale: Donne N. 5.038; Uomini N. 2.086 TOTALE N. 7.124
- TOTALE LAVORO A TERMINE N. 24.285.

NELL'ANNO 2006 NELLA PROVINCIA DI LUCCA SONO STATE EFFETTUATE 43.781 ASSUNZIONI, DI CUI I LAVORATORI AVVIATI AL LAVORO A TEMPO INDETERMINATO SONO STATI SOLO N. 6.997.

DISOCCUPATI ESPULSI DALLA AZIENDE PER CESSAZIONE ATTIVITA':

I disoccupati della nostra provincia sono lavoratori espulsi dalle fabbriche negli ultimi tre anni, per cessazione delle attività o per ristrutturazione dalle seguenti aziende:
- Settore metalmeccanico:

Zanchetta n. 28;Cardini n. 03; Mercuri n. 20; ATec n. 20; Giaccai n. 20; New Inox n. 20; Fhenix ex Gualchierani n. 50; LMI n. 100; Pardini n. 15; COF n. 54;
Mercury n. 18; Metalfinc n. 80.
PER UN TOTALE di N. 428 DIPENDENTI:

Settore Calzaturiero e tessile:

Calz. F.NA n. 36; Cucirini Cantoni n. 140; Calz. Lepo n. 37; Calz. PG n. 27; Axaf n. 65; Calz, Confarc n. 24; Calz. Pamar n. 24; Calz. DGF n. 6; Calz. Dardi n. 10; calz. Luma n. 10; Manifattura Castelnuovo n. 53; Maglif. Loy Style n. 10; Calz. Men' Shoes n. 12; Tranc. F2 n. 13; Calz. David n. 8; Maglif. Stefy n. 5; Calz. Euroscoes n. 6; Calz. Venezia n. 11; Calz. Giocal n. 28; Calz. Art. Viareggina n. 10; Calzat. CDR n. 10; Calz. ONE n. 11; Calzat. S. Alessio n. 17; Calz. Samar n. 14; Calz. Montemar n. 11; Calz. Mondial n. 16; Calz. Fiorina n. 36; Calz. Vichy n. 25; Calz. Paoli n. 11; Calz. Bartolomei n. 16; Calz. Effeci n. 11; Calz. Modè n. 14; Calz. Val di Lima n. 14; Confezioni. Pal n. 4; Trancerai B4 n. 3; Conf. Pamar n. 24; Calz. Ennerre n. 8; Calz. Phi.mar n. 5; Pelletteria Raffa n. 3; Conf. IMS n. 1; Calz. G.G. 4; Calz. Fral n. 5; Calz. Laba n. 5; Calz, Pico n. 1; Calz. Mandoli n. 2.
PER UN TOTALE DI DIPENDENTI: N 806 DIPENDENTI

Settore Lapideo:

Ditta Tollerano Marmi n. 3; Ditta Torre Alessio n. 4; Ditta C.M. Rls n. 3; Ditta C.R.Marmi n. 3; Ditta Acquabianca Marmi n. 3.
PER UN TOTALE DI N. 16 DIPENDENTI

Settore Chimico:

Ditta Cover n. 70; Ditta Bernardi n. 65; Ditta Axaf n. 80; ditta Beffe n. 56.
PER UN TOTALE DI N. 271

Settore Cartario:

Ditta Proter G. n. 12; Ditta Lucchesi n. 14; Ditta Alce n. 10; Ditta Cieprio n. 5.
PER UN TOTALE DI N. 41 DIPENDENTI

TOTALI DIPENDENTI POSTI IN MOMILITA' N. 1.562


IL TOTALE DEI LICENZIAMENTI AVVENUTI NELLA NOSTRA PROVINCIA NEL 2006 NEI SETTORI INDUSTRIA, ARTIGIANATO, SERVIZI SONO:

- Donne 12.412; Uomini 14.246 per un TOTALE di N. 26.658


DISOCCUPATI ISCRITTI AL CENTRO PER L'IMPIEGO NELLA NOSTRA PROVINCIA SONO:

- Donne n. 4.881; Uomini n. 3712; per UN TOTALE DI N. 8.593;
- Disoccupati extracomunitari : Donne N. 479; Uomini N. 502; TOTALE N. 981


CONSIDERAZIONI FINALI
aziende e occupati:
1) Delle 15.245 aziende presenti nella nostra Provincia, quelle SOTTO i 50 DIPENDENTI SONO BEN 15.085, (pari al 98,95%) QUELLE SOPRA SOLO N. 160 (pari all'1,5%);
2) I lavoratori dipendenti da aziende fino a 50 addetti sono N.58.438; (pari al 71%)
3) I lavoratori dipendenti da aziende con oltre 50 addetti sono N. 23.485 (pari al 29%)


Qualità dei rapporti di lavoro ed andamento occupazionale:

1) i lavoratori che hanno un rapporto di lavoro precario sono:
apprendisti n. 6.648; part-time 15.528; co.co.pro. 31.292; Interinali n 3.149; a tempo determinato n. 24.285 per un TOTALE di N. 80.902 (pari al 54% dell'occupazione totale)
2) i lavoratori che hanno un rapporto di lavoro indeterminato sono N. 67.983; (pari al 46% dell'occupazione)
3) i lavoratori licenziati nella provincia di Lucca in tutti i settori, sono stati N. 26.658;
4) i lavoratori rioccupati nelle imprese sono stati 43.781. Ma questo è un dato che non risponde in termini di occupazione al reale, in quanto nei 43.781 vi sono lavoratori che sono stati licenziati ed assunti anche per 3 volte in un anno e vengono considerati come 3 assunzioni ma è sempre il solito lavoratore;
5) i lavoratori assunti con rapporto di lavoro a tempo indeterminato sono solo 6.997, pari al 15% del totale assunzioni, gli altri sono assunzioni precarie
IN QUESTA SITUAZIONE EMERGONO
Le problematiche della prevenzione e sicurezza nei luoghi di lavoro:


La prevenzione e sicurezza nei luoghi di lavoro si lega strettamente alle scelte di politiche economiche organizzative, nonché a quelle della qualità del mercato del lavoro.

La situazione dei lavoratori appare sempre più drammatica, perché le scelte dei processi di trasformazione in atto salvo alcune lodevoli eccezioni, non puntano alla qualità alta delle produzioni attraverso innovazione, ricerca, formazione, investimenti sui processi e sui prodotti… No… il padronato si guarda bene di rischiare i propri capitali investendo in modo adeguato, preferisce certamente impegnare i propri soldi in attività finanziarie e speculative.

Anche gran parte delle forze politiche non solo di centro destra ed istituzionali, puntano a creare la competitività delle imprese, non attraverso l'innovazione e gli investimenti, ma con la sola riduzione dei costi per unità di prodotto.
Essi, unitamente alla Confindustria, hanno esplicitamente dichiarato e richiesto alle OO.SS. di voler rimettere in discussione il valore del CCNL sia per quanto riguarda la durata ed anche per quanto riguarda la copertura economica, riducendo il contratto Nazionale alla sola copertura dell'inflazione programmata o attesa , sempre inferiore alla reale, e proponendo in alternativa la contrattazione salariale legata alla produttività nelle aziende. Noi pensiamo che ogni accordo su questa materia non può avvenire senza un preciso mandato dei lavoratori sul cosa trattare. Sappiamo tutti che la conseguenza sarebbe la riduzione dei salari reali ottenuti con il CCNL e nessun allargamento della contrattazione aziendale in quanto essa già viene effettuata, ma solo dove esistono adeguati rapporti di forza e non per concessione aziendale.

Dobbiamo purtroppo rilevare che quando i datori di lavoro parlano di incremento della produttività nelle aziende, di decontribuzione degli straordinari, non pensano di creare più produttività (la crescita) tramite investimenti innovativi, vogliono invece incrementare le ore di lavoro settimanali , incrementare i carichi ed i ritmi di lavoro, agli orari flessibili, vogliono un mercato del lavoro sempre più precario e con bassi salari.
Tutto questo crediamo che sia sbagliato perché comporta:
- una ulteriore divisione della ricchezza a favore dei ceti più ricchi a danno degli stipendi di chi lavora;
- restringe ogni possibile sviluppo del mercato interno ampliando la possibilità di crisi economica di tutto il Paese;
- inoltre una qualità dello sviluppo distorto, lede la dignità dei lavoratori con gravi danni alla sicurezza di chi lavora . Occorre capire che il precariato non è governabile garantendo 1000 euro al mese ai precari o con gli ammortizzatori sociali, perché non da una prospettiva di vita dignitosa e crea morti sul lavoro. Quindi va eliminato !

Questa situazione si riflette negativamente anche in provincia di Lucca, dove, come abbiamo visto, siamo in presenza di un Mercato del lavoro precario nel 50% . Questo significa che nella nostra provincia (dove negli ultimi 8 anni si sono verificati 33 morti sul lavoro) come nel resto dell'Italia, si è creata una società profondamente distorta, con lavoratori precari costretti ad accettare ogni possibile vessazione con orari e carichi di lavoro che mettono in discussione l'incolumità di chi lavora, fino a generare stragi come quelle Thissen Krupp o di Porto Marghera.

Questo è certamente dovuto anche al non rispetto delle leggi vigenti e delle normative contrattuali, che secondo la logica liberista , il bagno di sangue con i circa 1.300 morti l'anno programmate, diventa il "solo" scotto da pagare per rendere competitivo un sistema di sviluppo profondamente distorto; ma significa anche, che una mancata programmazione economica da parte dei Governi, comporta una mancanza di sviluppo "Alto" in grado di competere con i Paesi Occidentali e con un mercato interno sempre più in crisi a causa dei bassi salari e della caduta della domanda .
Vi sono sicuramente anche aziende che effettuano la prevenzione , ma sono una minoranza.
Occorre quindi sottolineare ancora una volta che le vere cause degli incidenti mortali sul lavoro dipendono:
- dalle scelte fatte dalle imprese per risparmiare sul costo del lavoro tramite gare di appalto e subappalto, sempre al massimo ribasso;
- dalle scelte di risparmiare sui costi, tramite l'insufficienza degli investimenti alla fonte per eliminare ogni rischio;
- dalle scelte fatte dalle aziende, soprattutto quelle piccole, di non formare, addestrare e informare i lavoratori in modo adeguato, sempre per cercare di risparmiare sui costi;
- dalle scelte fatte dalle imprese di assumere lavoratori precari (anche tramite cooperative e subappalti) , assegnando loro carichi di lavoro ed orari molto pesanti, con i medesimi che per paura di non essere riconfermati devono accettare ogni possibile vessazione , spesso andando al lavoro anche se ammalati.
Ora, crediamo che per poter intervenire sulle questioni della prevenzione e sicurezza ambientale nei luoghi di lavoro, non bastano le leggi che peraltro ci sono, non bastano i controlli da parte delle ASL ed Ispettorati del Lavoro che comunque sono necessari e vanno rafforzati, soprattutto nelle piccole aziende, non basta nemmeno concertare tra le OO.SS. le Associazioni Padronali e le Istituzioni, nuovi protocolli di intesa e nemmeno fare uno sciopero simbolico ogni volta che si verifica un incidente sul lavoro.

Il problema principale è anche quello di come il sindacato tramite le RSU/RLS riesce a sviluppare una grande iniziativa di lotta ed anche culturale, capace cioè di coinvolgere i lavoratori nella identificazione dei rischi e nel cosa fare per eliminarli.
Serve una iniziativa forte che sia finalizzata: da una parte a rifiutare ogni possibile lavoro a rischio e dall'altra a contrattare nelle aziende il come si lavora; con quanti organici si lavora; con quali orari si lavora; con quale occupazione non precaria si lavora; con quale carichi e ritmi di lavoro; con quale informazione, formazione e addestramento dei lavoratori; con quali investimenti da effettuare alla fonte sui processi per evitare ogni rischio di infortunio.

Pensiamo inoltre che sia necessaria la programmazione dei governi a garantire la sicurezza, ed in quest'ambito si ricorda che l'ultima legge fatta dal governo con il testo unico n. 123 sulla sicurezza, prevede che le concessioni ai bandi di gara pubblici, sono concessi solo se le imprese garantiscono la sicurezza. A nostro parere la legge va estesa anche al concetto di rispetto delle normative contrattuali ed occupazionali.
Crediamo quindi che debbano essere soprattutto i datori di lavoro, le imprese, a fare un salto di qualità, considerando la prevenzione fondamentale non solo per la sicurezza ma anche perché essa è una risorsa per risparmiare e competere.


Occorre anche rilanciare una linea rivendicativa con al centro la difesa dei redditi dei lavoratori e dei pensionati. I metalmeccanici hanno fatto certamente un contratto dignitoso, non solo come incrementi economici ma anche difendendone la Struttura Nazionale.
Oggi è necessario affrontare l'emergenza salariale anche in termini di difesa dei redditi tramite la diminuzione delle tasse a chi lavora ed il rilancio delle rivendicazioni economiche nelle aziende.
- Purtroppo la caduta del Governo, causata da un ministro inquisito che ha pensato solo ai propri interessi, ha bloccato il confronto che si era aperto su queste materie. Il governo però, anche se dimissionario, dovrebbe abbassare le tasse a chi lavora ed ai pensionati come stabilito nell'ultima finanziaria.

Crediamo comunque che sia necessario elaborare e proporre ai governi che ci saranno dopo le elezioni, una vera piattaforma rivendicativa, costruita e sostenuta con il coinvolgimento dei lavoratori in tutte le sue fasi, che oltre alle tematiche della difesa dei redditi riproponga anche come centrale la questione della sicurezza sul lavoro, nonchè l'abolizione della legge n. 30.

ULTIME CONSIDERAZIONI SU ALCUNI SITUAZIONI DI CRISI IN LUCCHESIA ED IL COSA FARE:

Nel settore delle piccole aziende con particolare riferimento a quello degli appalti della cantieristica navale e soprattutto calzaturiero, assistiamo da diversi anni ad una riorganizzazione dei processi produttivi che crea un tipo di sviluppo profondamente distorto attraverso una frantumazione dei processi lavorativi, con ricadute altamente negative su:

- la qualità della prevenzione e sicurezza nei luoghi di lavoro dove non viene applicata la legge n. 626 con gravi rischi per chi lavora;
- la qualità del mercato del lavoro sempre più precario, comporta scarsa professionalità, salari bassissimi, negazione dei diritti;
- la qualità delle produzioni di basso valore aggiunto con scarsa competizione e quindi la ricerca della competitività basata solo sulla riduzione di tutti i costi;

- La situazione più drammatica è nel settore calzaturiero , dove quasi tutte le aziende più significative, anziché investire risorse verso l'innovazione dei prodotti di qualità ed i processi innovativi, preferiscono non rischiare i propri capitali e quindi rafforzano solo la parte commerciale diversificando la modelleria con una produzione di basso profilo, chiudendo e trasferendo tutte le attività produttive a piccole aziende che lavorano conto terzi;
- le piccole aziende conto-terziste si fanno la guerra dei prezzi al massimo ribasso, scaricandone i costi sui lavoratori in termini di assunzioni precarie, uso degli orari flessibili con straordinari quando c'è da lavorare e cassa integrazione in deroga, nei periodi di poco lavoro, salari bassi, mancanza di ogni forma di prevenzione e sicurezza sul lavoro;
- nonostante ciò, le piccole aziende muoiono ( alcune nascono) spesso senza pagare stipendi arretrati, contributi assicurativi, trattamento di fine rapporto, scaricandone sui lavoratori e sull'Inps i relativi costi.

- COSA FARE? PER L' OCCUPAZIONE DEI LAVORATORI POSTI IN MOBILITA' ?

LA PRIMA QUESTIONE DA AFFRONTARE:

riguarda la possibilità di reintegrare nelle attività lavorative, la persone rimaste senza lavoro e poste in mobilità o in disoccupazione ordinaria a seguito della cessazione dell'azienda . In maggioranza sono donne di età compresa tra i 40 ed i 50 anni che hanno una professionalità bassa;
si tratta di effettuare interventi mirati alla formazione con sbocchi occupazionali sicuri. In questo ambito i Comuni, la Provincia e la Regione possono giocare un ruolo fondamentale attraverso i seguenti interventi:
1) predisposizioni di piani di lavoro in attività sociali con corsi di formazione e successiva collocazione dei lavoratori nelle attività sociali individuate;
2) predisposizione di risorse incentivanti da destinare alle aziende che assumano i lavoratori posti in mobilità a tempo indeterminato, dopo un corso di formazione mirato.

LA SECONDA QUESTIONE DA AFFRONTARE
- Riguarda la ricerca di un accordo per la definizione di tariffe minime per le imprese che lavorano conto terzi o in appalto per evitare la continua rincorsa al ribasso che successivamente scaricano sulle condizioni economiche e di lavoro dei lavoratori. Un punto di riferimento su queste materie potrebbe essere la L. n. 38 della Regione Toscana riguardanti le imprese pubbliche;
LA TERZA QUESTIONE DA AFFRONTARE
- Riguarda la definizione di risorse da destinare alle aziende che effettuano progetti con investimenti innovativi sui processi e sui prodotti ed ad assunzioni stabili non precarie. Si tratta di verificare le risorse disponibili a livello di Ente Regione ed Ente Provincia da destinare solo a quelle aziende che investono creando occupazione stabile;
LA QUARTA QUESTIONE DA AFFRONTARE
- Riguarda la necessità d una informazione e formazione dei datori di lavoro della piccole imprese attraverso uno sportello di assistenza, di informazione e formazione.

E' con queste intenzioni che come Sinistra Arcobaleno abbiamo promosso questo convegno. Sappiamo che si è aperta una campagna elettorale, dove verranno spesi fiumi di parole per carpire il consenso degli elettori su programmi fumosi. Noi non ci poniamo in modo equidistante tra capitale e lavoro come fa il PD. Facciamo una scelta di campo. Quella del lavoro! Per questo l'impegno della Sinistra Arcobaleno a Lucca, sarà quello di adoperarci concretamente per la soluzione delle problematiche che vi ho illustrato.

Vorrei chiudere con una frase di una canzone di Luigi Tenco nel lontano 1967. Diceva:
VEDRAI, VEDRAI, CHE UN GIORNO CAMBIERA' NON SO DIRTI COME E QUANDO MA VEDRAI CHE CAMBIERA' . DOPO CI FU IL 68.. ECCO DOBBIAMO RIPRENDERE ASSIEME QUESTA SPERANZA DI CAMBIAMENTO.

Umberto Franchi









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